1981: Nessuno conosce nessuno, il mio esordio con un thriller ambientato a Milano

noviia Editoria 1 gennaio 2015 Leave a reply

La copertina di Nessuno conosce nessuno
Scrive il suo primo romanzo, vince un premio, viene pubblicato, vende più di 25.000 copie. La sua carriera di romanziere sembrava tutta in discesa. Ma…

 

ciao

Il primo romanzo che scrissi era un thriller ambientato a Milano, e ci misi tutto quello che sapevo o avevo visto alla giovanissima età di 24 anni: la città di fine anni ’70, tra movimento studentesco e schegge di destra eversiva, con gli anni di piombo che incombevano. E poi i miei compagni di classe, le mie cotte, le strade, i tram, e i ristoranti cinesi, prima che diventassero un’invasione. Il tutto in un thriller, o noir, o giallo, che era una delle poche cose che si leggevano a casa mia.

Per me era un precetto: scrivere solo di cose che sapevo. Perché il mio mito, il mio guru era Ernest Hemingway. Gli volevo bene, lo consideravo un padre, anche se non l’avevo mai visto, e lui non aveva mai saputo della mia esistenza (anche perché era morto 4 anni prima che io nascessi). E in Festa mobile, il mio vangelo, papà Hem raccontava: “Lassù in quella stanza decisi che avrei scritto una storia su ogni cosa che conoscevo. Cercavo di farlo per tutto il tempo in cui scrivevo ed era una buona e severa disciplina”.

Mandai il dattiloscritto alla redazione del Giallo Mondadori, che allora era retta da Lia Volpatti e Gianfranco Orsi. Ricevetti una telefonata in cui mi consigliavano di iscriverlo al Premio Alberto Tedeschi, perché secondo loro aveva buone possibilità di successo. Così feci, anche se pensai che era stato un modo elegante per respingere il mio lavoro. Invece vinsi. Ero sbigottito. Tra l’altro il Premio metteva in palio anche un riconoscimento per i racconti. Così già che c’ero ne scrissi uno a 4 mani con il mio amico del cuore, Walter Fontana, sotto lo pseudonimo di Italo Vitaletti. Beh, vincemmo anche come miglior racconto, con “Quattro punti di vista”. En plein! (La storia continua sotto la foto)

L'intervista con l'autore di Nessuno conosce nessuno

L’intervista con l’autore di Nessuno conosce nessuno

 

Mi ritrovai a Cattolica, al Mystfest, dove avveniva la premiazione. Tutti mi facevano i complimenti. C’erano giornalisti che mi intervistavano. C’era un comitato scientifico con persone del calibro di Oreste Del Buono, Beniamino Placido, Dario Argento, Callisto Cosulich, Claudio G. Fava, Paolo Fabbri… Il libro venne pubblicato qualche mese dopo, il 29 novembre del 1981, esattamente 35 anni fa. Vendette uno sproposito per i numeri di oggi: 25.000 copie. In una settimana.

Ma soprattutto potete immaginare la mia emozione e l’orgoglio di vedere la copertina illustrata dalla mano inconfondibile di Carlo Jacono, proprio come quelle che avevo visto girare per casa fin da piccolo. E stavolta c’era il mio nome, e l’immagine rievocava una scena che avevo scritto io.

Avevo 24 anni e credevo che il mio futuro fosse segnato: sarò romanziere. Invece il mio secondo romanzo fu pubblicato 15 anni dopo. Mi ricordo che Marco Zapparoli, fondatore e boss di Marcos y Marcos, quando ci incontrammo per la consegna de La scena è la stessa, che voleva pubblicare, mi disse: “Pensa, avresti potuto essere il primo autore pulp italiano. Invece adesso sei l’ultimo”.

Nessuno conosce nessuno aveva lasciato un piccolo segno nella memoria di chi lo aveva letto. Lui stesso mi aveva confessato di averlo tenuto sul comodino per anni, finché non aveva deciso di rintracciarmi per capire che fine avessi fatto. E ho sentito altre storie di lettori che ancora se lo ricordano con piacere.

Non è facile convivere con un successo ottenuto in giovane età, e che poi non sarai mai più in grado di replicare. Ma forse bisogna semplicemente rallegrarsi di essere riusciti, magari per caso, anche una sola volta, a scrivere qualche frase vera. Come raccomandava papa Hem.

 

P.S.: Ho scoperto due cose pazzesche: una che è disponibile online l’elenco di Scrittori del Giallo e del Mistero Associati, a cui ero stati invitato ad aderire grazie a questo romanzo. Leggete che nomi… Due che questo libro era stato tradotto per i lettori cecoslovacchi, quindi se volete leggerlo lo trovate in vendita qui. In la lingua ceca 😉


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